The Midnight Sky Recensione (con spoiler)

L’uscita di The Midnight Sky ha ravviato una stagione cinematografica fortemente penalizzata dalla pandemia, tanto che moltissimi appassionati hanno voluto dire la loro su questo film diretto e interpretato da George Clooney. Per lo più con critiche feroci e negative, che però trovo fatte per i motivi sbagliati.

Intendiamoci, THE MIDNIGHT SKY è ben lontano dall’essere un film che entrerà nella storia, siamo forse attorno alla sufficienza scarsa. Ma ho sinceramente trovato strani molti dei commenti che si sono letti in giro, che peraltro ricalcano molte delle critiche già venute fuori in molti altri film del genere e che hanno come punto centrale il “poco realismo”.  Per parlare di questo film e fare una critica sensata però, è necessario anche fare alcuni SPOILER, per cui chi non l’avesse ancora visto, non prosegua nella lettura.

The Midnight Sky Recensione

Cominciamo dal principio. Di che parla il film? La trama è presto detta, siamo nell’anno 2047 e qualcosa di non ben specificato (un cataclisma o una guerra globale atomica si presume) ha distrutto la Terra lasciando ancora vivibili (e per non molto tempo) alcune zone ai poli, tra cui appunto la base scientifica in cui si trova Augustine Lofthouse (George Clooney).

Al contempo nello spazio, un’astronave con cinque astronauti a bordo sta tornando verso la Terra dopo due anni di missione su una nuova luna di Giove scoperta da poco (dallo stesso Augustine) e che incredibilmente è abitabile. Al ritorno però perdono le comunicazioni con la base e rimangono all’oscuro di quanto sta succedendo finchè non ricevono un messaggio di Lofthouse ed entrano in contatto visivo con il pianeta distrutto.

Si tratta quindi in pratica di due filoni narrativi quasi separati: da una parte la storia di un uomo solo che trova compagnia solo nella visione immaginaria di una bambina che non esiste (e che si scopre poi essere sua figlia da piccola), dall’altra una sorta di “space opera” con tutte le (solite) difficoltà del caso.

E qua, come si suol dire, arrivano i problemi.

the midnight sky recensione

Cosa non funziona nel film

Come detto sono tante le critiche (anche tranchant) su questo film, che per molti ha perso di credibilità fin dal principio. Da quando cioè si apre il discorso con questa fantomatica scoperta di una nuova luna di Giove che è già bella e pronta per ospitare la vita (con tanto di campi di grano e atmosfera respirabile).  Ci sono milioni di ragioni per cui è impossibile una soluzione del genere, ma secondo me non è quello il punto centrale del film.

Siamo del resto di fronte al solito dilemma della “sospensione di incredulità” vs “sense of wonder”. Un equilibrio difficile da mantenere e che può spostare l’ago della bilancia dello spettatore da pienamente soddisfatto a totalmente deluso in men che non si dica. Ovvio che chi da quel momento in avanti non sarà più pronto a giocare al livello che Clooney ha imposto per il suo film, non potrà che trovarlo terribile.

Ma se la premessa è inverosimile, credo invece che i difetti di questo film siano altri. The Midnight Sky in realtà non parla di un nuovo pianeta abitabile (che è chiaramente metafora di un possibile luogo da cui ricominciare), nè parla della fine fisica dell’essere umano (tanto è vero che non c’è alcun pathos per l’imminente estinzione). E’ una semplice storia che racconta la ferrea volontà di un uomo di andare incontro ai suoi sogni e ai suoi ideali, rinunciando a tutto per essi. E che nel momento in cui realizza tutto quanto aveva in mente, si accorge di tutto quello che aveva perso. E’ la storia dell’amore di un padre per la figlia, di quanto le rinunce della vita ci mettano poi di fronte a enormi rimpianti. Una storia di errori irreparabili, e di come comunque vada l’universo procede invece a prescindere.

In tutto questo, diventa piuttosto irrilevante quanto sia realistico o meno il quadro messo in scena da Clooney.  Diventa invece decisivo capire quanto tutto questo è riuscito ad arrivare al pubblico. E proprio questo forse è il problema.

Perchè non c’è alcuna empatia per il buon Augustine che sta morendo. Nè per il suo amore mancato con la figlia (che con ben poca sorpresa scopriamo poi essere la stessa astronauta che sta avvicinandosi alla Terra). Nè per nessuno degli altri personaggi che affrontano questa fine del mondo in maniera fin troppo algida. Osserviamo qualcosa che dovrebbe devastare l’animo di ognuno, ma che invece passa davanti agli occhi come qualcosa di distante. E in quella distanza, è evidente, viene poi facile allora mettere in evidenza i tanti errori e le tante incongruenze, il poco realismo e quelle finte sorprese che ormai sono clichè già visti mille volte.

C’è una scena per esempio, che mi è rimasta impressa, proprio perchè in qualche modo viola il “patto” con lo spettatore: quando Clooney entra nell’aereo caduto e la bambina aspetta fuori. Ora, che la bambina fosse una proiezioni di Clooney sembrava evidente già da tempo, ma in quel frangente il “Clooney regista” fa qualcosa che non si dovrebbe fare per sviare, ovvero si prende un minuto del film per girare una scena con la bambina protagonista, da sola. Si muove passo passo verso l’abitacolo del pilota straziato dai lupi e dallo schianto, e terrorizzata prova a ricongiungersi con Clooney all’interno dell’aereo.  Se fosse stata una proiezione di Clooney (come poi si scoprirà essere), quella scena non solo non ha senso, ma è proprio la rottura di questo patto con lo spettatore. Una menzogna che francamente mi ha infastidito, inutilmente peraltro.

Ci sono in pratica tanti escamotage di mestiere che il buon Clooney ha messo in scena per portare a casa la baracca, con l’effetto però di qualcosa di artificiale e artificioso, poco emozionante se non forse per lo stesso Clooney (inutile negare che ci sia molto del suo dentro questa pellicola, ivi comprese però le facilonerie e la poca dimestichezza con il genere).

Valutazione finale

  • Giudizio complessivo           🚀🚀 (2/5)
  • Regia                                       🚀🚀 (2/5)
  • Personaggi                             🚀🚀 (2/5)
  • Storia                                      🚀🚀 (2/5)

 

 

 

 

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