Recensione The Calculating Stars

La stagione letteraria di fantascienza ci ha regalato un altro grande libro: The Calculating Stars di Mary Robinette Kowal (edito da Mondadori). Opera che ha letteralmente spopolato tra i premi di settore portandosi a casa sia il Nebula sia l’Hugo (oltre che il Locus e il Sidewise) come miglior Romanzo per il 2019, generando una grande attesa anche per gli appassionati italiani al momento della sua uscita. Attesa, lo diciamo subito, che è stata ampiamente ripagata.

La trama di The Calculating Stars

The Calculating Stars è in realtà solo la prima parte della storia che porterà Elma York a essere la prima astronauta donna ad andare sulla Luna, con l’umanità costretta a puntare velocemente verso la colonizzazione spaziale dopo l’impatto di un meteorite che ha non solo devastato parte del territorio americano, ma anche portato come conseguenza un cambiamento climatico che renderà inabitabile il pianeta.

Siamo quindi di fronte a una classica “ucronìa” dove un evento collocato nel passato ha completamente stravolto il corso degli eventi, in questo caso appunto costringendo l’uomo a impegnare tutte le sue risorse per trovare un’altra casa il prima possibile.

Per farlo c’è bisogno di tutte le competenze possibili, comprese quelle di molte donne “calcolatrici” che negli anni cinquanta fungevano da “computer live” per risolvere i difficili calcoli prima e soprattutto durante le missioni spaziali. Un accelerazione che ha così portato l’uomo a mirare alla luna con ben dieci anni di anticipo rispetto alla storia che conosciamo, e per di più con un equipaggio che ha bordo aveva anche quella che era la prima donna astronauta: Elma York.

Una storia che raccoglie non solo la componente tecnico/spaziale dell’epopea umana verso le stelle, ma anche le difficoltà intrinseche di uno sviluppo sociale accelerato che dovrà affrontare oltre alle problematiche della colonizzazione, anche quelle della misoginia e del razzismo degli anni cinquanta.

Recensione The Calculating Stars

Bastano poche pagine per entrare direttamente nel “flow” della storia, catapultati insieme alla coppia di protagonisti in un mondo alternativo dove una meteora cambierà per sempre il futuro del genere umano.

Nella prosa della Kowal ci sono tutti gli ingredienti per un grande romanzo: coinvolgimento ai massimi livelli, azione, ritmo, una storia piena di sorprese e ricca di domande a cui rispondere, personaggi diversi e ben delineati e anche livelli di lettura più profondi su problematiche sociali molto importanti (e anche tristemente attuali, nonostante tutto).

Il romanzo come abbiamo detto ci porta subito dentro le vicende dell’impatto di un meteorite sulla parte ovest degli Stati Uniti, seguendo poi da quel momento in prima persona le vicende della protagonista Elma York (genio della matematica e pilota di grande abilità ed esperienza) e del marito che invece è una delle figure di riferimento proprio per l’ingegneria missilistica spaziale.

Ruoli di prima grandezza in un mondo che da lì a 50 anni (diranno gli scienziati), non sarà più abitabile per via dei cambiamenti che l’impatto ha portato. Con Elma però che dovrà combattere nel mentre sia per salvare il pianeta, sia per trovare un ruolo per le donne fino a quel momento precluso, sulla Terra e soprattutto nello Spazio.

La Kowal è brava in questo senso a dosare il tutto come una bravo chef: un pizzico di flash back per far conoscere anche il passato, un buona dose di emotività, problematiche varie da risolvere (vedi gli attacchi di panico di Elma), lo sviluppo della trama principale a pezzi grandi, ironia mista a lacrime quanto basta. Insomma una ricetta perfetta per ottenere quanto di meglio in lettura.

Considerazioni finali

Lo ammetto, sono arrivato all’ultima pagina con la triste consapevolezza di dover aspettare ancora un anno per sapere come andrà davvero a finire. Non che non sia abituato alle storie divise in due o in trilogie di vario genere, però questa mi aveva appassionato a tal punto che non posso che fremere di fronte a un’attesa che si preannuncia lunga.

Attendiamo quindi il secondo capitolo, proprio nel momento topico della storia peraltro. Così come attendiamo magari che visto il successo di questo qualcuno (Mondadori?) si prenda la briga di portare in italiano anche quello che è stato a tutti gli effetti il primo libro di questa saga, “The Lady Astronaut of Mars“, che per la verità è un sequel rispetto a questa storia, visto che è collocato già molto dopo nel tempo, con Elma che ha già varcato addirittura i confini verso Marte. Ma questa come si suol dire, è un’altra storia.

Di questa come detto, mi è rimasto tutto il piacere della lettura (divorato letteralmente) e la speranza di vedere prestissimo il seguito. Così come un briciolo di invidia nel leggere l’ultima parte del libro, quella con i ringraziamenti.

Si scopre così che mentre molti degli autori italiani annaspano anche solo per trovare qualche “beta reader” utile, la Kowal ha avuto niente meno che un Brandon Sanderson a dare consigli in anteprima (che non a caso si sono poi rivelati determinanti per la storia). Così come fa specie vedere quanto a questi livelli si possa poi lavorare sui dettagli che diventano fondamentali anche per il realismo del romanzo: tecnici della NASA che riscrivono alcuni scambi durante le missioni, piloti professionisti che lavorano con l’autrice per rendere al meglio alcuni passaggi, fisici e astronomi che ti aiutano per dare validi e realistici scenari alla tua immaginazione.

Chi non vorrebbe tutto questo per la stesura del suo libro? Poi certo, c’è bisogno anche di talento. E qua la Kowel se la cava benissimo da sola invece.

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