Recensione Resurrezione di Elena di Fazio

Il mese di novembre ha ormai uno degli appuntamenti fissi più importanti per gli appassionati di fantascienza: la pubblicazione del vincitore del Premio Urania nell’omonima collana. Quest’anno l’onore toccava a Elena di Fazio, con il suo “Resurrezione” e ovviamente non potevo esimermi dal metterlo in cima alla lista di lettura.

Il libro parla di un tema molto caro al genere, quello di un primo contatto alieno (peraltro già utilizzato dalla stessa autrice nel precedente “Ucronia“, pur in maniera estremamente differente), che diventa come spesso accade, strumento utile per guardare di riflesso proprio il genere umano.

Di cosa parla il libro

Bastano poche pagine per venire completamente rapiti dalla trama di questo libro. Già dal prologo, che apparentemente si colloca in un momento in cui i fatti sono già accaduti, cominciamo a entrare nei dettagli di quello che la sinossi aveva solo accennato.

Il primo contatto infatti, è già avvenuto. Anche se non è andata come ci si aspettava e gli alieni non erano proprio come e li immaginavamo. Improvvisamente un “wormhole” si apre e lascia passare la prima strana creatura a forma di tetraedo, cui ne seguirono altre sette. Tutte morirono nel giro di pochi minuti, uccise dall’atmosfera terrestre.

Vennero chiamati “pemberiani” e se questo primo contatto finito male fu qualcosa di incredibile, ancora di più lo saranno quelli successivi. A cadenze regolari, il “wormhole” si riapre a distanza di anni facendo passare ogni volta otto alieni della stessa forma ma con sempre più resistenza alle caratteristiche terrestri. Tanto che man mano gli scienziati umani cominciano a comprenderne la loro biologia e, soprattutto, un rudimentale linguaggio.

Si scopre così che ci saranno nove delegazioni aliene in tutto, e la storia comincia proprio prima dell’arrivo della nona e ultima, con l’arruolamento di due filosofe italiane, Aurora Ferlito e Gaia Vallauri, che dovranno dare il loro contributo al KEIRI (l’istituto che si occupa della gestione del luogo e del contatto con gli alieni) per fornire un punto di vista più umanistico utile alla comprensione degli alieni stessi.

Recensione Resurrezione di Elena di Fazio

recensione resurrezione elena di fazioL’inizio del libro, dicevamo, che ho trovato perfetto per far entrare il lettore dentro la storia, concedendo subito qualche informazione aggiuntiva e approfondendo un paio di personaggi fondamentali.

Siamo di fronte a un classico thriller/fantascientifico, dove l’elemento fantastico si fonde con una struttura ricca di intrecci e colpi di scena, con fazioni diverse e contrapposte che si prenderanno di volta in volta la scena.

In palio del resto non c’è solo il futuro del mondo come lo conosciamo, ma probabilmente anche qualcosa di più, visto il coinvolgimento di una specie aliena che sembra sempre di più simile ai terrestri. Anzi, proprio un elemento particolare rilevato durante la morte delle varie delegazioni, porterà molte persone a credere che siano estremamente pericolose per il genere umane. Non in quanto aliene, ma in quanto potenzialmente eterne. Qua per una corretta recensione dovrei svelarvi una cosa che però trovo sia meglio scoprire durante la lettura, visto che rappresenta un punto centrale della narrazione. Vi basti quindi sapere che c’è un motivo se alcune cose riguardo gli alieni sono tenute nascoste alla popolazione. Seppur ben diverso dai motivi che hanno portato alla fondazione dei “Figli di Abramo”, una sorta di gruppo fondamentalista cristiano che utilizza lo strumento del terrorismo per ostacolare l’arrivo degli alieni.

Ci sono due cose che ho adorato in questa lettura. La prima sono i dialoghi, che danno un ritmo perfetto dall’inizio alla fine, riuscendo al contempo a fornirci informazioni utili per conoscere meglio storia e personaggi. La seconda è una sorta di “respiro internazionale”, che faccio anche fatica a spiegare a parole. La percezione insomma che pur parlando di protagonisti quasi tutti italiani, ivi compreso uno scrittore di fantascienza, si stia in effetti assistendo a un film di Hollywood, se capite cosa intendo. La definitiva smentita rispetto a chi crede che “gli alieni non possano atterrare a Lucca”. Possono eccome invece, solo che la storia deve essere credibile e scritta bene. E questa non ci sono dubbi che lo sia.

Il pathos con cui tutti noi mentre leggiamo attendiamo di sapere cosa accadrà alla nona delegazione, è palpabile tra una pagina e l’altra. Al punto che passa in secondo piano quello che invece non mi ha entusiasmato: le tantissime descrizioni iper dettagliate di quello che c’è intorno, delle situazioni e in alcuni casi anche dei flash back del passato.

Tutte cose che teoricamente dovrebbero spezzare il ritmo della narrazione e che qua sono probabilmente sul filo dell’equilibrio. Onestamente non sono un grande amante di tutti questi particolari, che non a caso tendo a leggere in maniera estremamente superficiale per tornare ai punti salienti. Ma appunto, credo si tratti di semplice gusto personale.

L’altra cosa che non mi ha fatto saltare dalla sedia è la parte finale. Non so se perchè l’attesa e l’euforia data dal resto del libro, ti spinge ad alzare al massimo le aspettative sull’epilogo. Oppure se molto semplicemente non ho gradito il passaggio da una storia molto “pragmatica” o quanto meno scientificamente logica (nonostante filosofia e religione siano al centro di tutto) a un finale quasi “onirico” che mi ha un po’ spiazzato. Anche in questo caso ovviamente non posso e non voglio entrare nei particolari, ma sono molto curioso di discuterne con voi sul nostro gruppo di FantascienzaOggi non appena l’avrete letto.

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2 Thoughts on Recensione Resurrezione di Elena di Fazio

  1. Ciao, Marco! Grazie per la lettura e per questa articolata recensione, che apprezzo davvero tantissimo.

    Commento qui e non su Facebook, perché lì preferisco lasciare campo libero a chiunque voglia esprimersi (anche in modo critico, eventualmente) senza avere l’autrice tra le scatole 😀

    Grazie ancora, a presto!
    Elena

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