Recensione La Procedura di Assemblaggio

Per fare una recensione di La procedura di Assemblaggio di Claude Lalumiere, è necessario allargare lo sguardo non solo a questo racconto uscito nella collana Robotica di Delos Digital, ma anche al quadro più generale dell’opera di questo autore canadese.

Claude Lalumière è un nome già conosciuto dal pubblico italiano, apparso sia in “Sognando Venera” (Watson) che in “Altre persone” (Future Fiction), oltre che in un altro suo racconto su “Robot”.

Ma a prescindere da quanto letto fino ad ora o dalla sua presenza in alcune convention nostrane, questo racconto riveste per molti versi un’importanza particolare e necessita quindi di un discorso altrettanto specifico.

Il Libro, di cosa parla

recensione la procedura di assemblaggio Nelle ventisette pagine che compongono questo racconto, c’è veramente tanta (ma tanta) roba dentro. Questo perchè di fatto stiamo parlando di un primo tassello di un’opera più grande, un intero ciclo dal titolo: “Cronache della seconda guerra globale“. Che è poi forse l’opera più importante al momento dell’autore, arrivata per la prima volta in Italia proprio grazie a Delos Digital.

Prima di addentrarci nel particolare di queste pagine, facciamo un passo indietro e osserviamo tutto dall’alto.

La Terra che ci racconta Lalumière è decisamente diversa da come siamo abituati a conoscere. In un punto imprecisato del passato infatti, qualcosa non ha seguito la linea temporale che conosciamo e il mondo ha trovato un altro equilibrio geo politico. Siamo quindi di fronte a una qualche Ucronìa.

Alcune cose sono tutte da scoprire (per esempio come mai California, Texas e Messico siano territori “Aztechi”), altre invece sono la base su cui parte il racconto, ovvero una contrapposizione globale con le grandi fazioni che si dividono il continente americano: la Nuova Inghilterra, la Nuova Francia e l’Impero Cinese Immortale.

Unica eccezione è la neutrale città Metropolitana di Montreal, capace di condensare tutte queste diverse realtà insieme, tenute unite dalla possibilità di avere in mano il servizio medico per la procedura di assemblaggio, in grado di prolungare quasi all’infinito la vita di un essere umano (anche se c’è un alto prezzo da pagare e non solo in senso economico).

Ecco, questa è la situazione che si spiega all’orizzonte di questo racconto, visto e vissuto attraverso gli occhi Lambert Chandler, che verrà incaricato prima di trovare e fermare colui che quel segreto di lunga vita vorrebbe portare all’esterno, e poi, suo malgrado, a lottare per qualcosa di ancora più grande e dalle sue scelte dipenderà il futuro non solo di Montreal, ma del mondo intero.

Recensione La Procedura di Assemblaggio di Claude Lalumière

Perchè tutto questo doveroso preambolo per parlare di questo libro? Perchè è necessario comprendere appunto come un mondo così nuovo, vasto e complesso sia difficile da sviscerare in così poche pagine. Una sfida che l’autore prende per le corna, utilizzando una sorta di diario in prima persona di Chandler, in cui non lesina lunghe spiegazioni in merito a quanto è successo e sta succedendo non solo al protagonista, ma anche al resto del mondo.

Questo porta due conseguenze, opposte. Da una parte la sensazione di “infodump” è forte in alcuni momenti, perchè Lalumière davvero non si fa mancare nulla in quanto a spiegazioni. Dall’altra però c’è effettivamente l’esigenza di comprendere meglio questo nuovo mondo, di cogliere le sfumature utili per le dinamiche tra personaggi, di capire soprattutto il perchè di alcune scelte.

Ecco allora che a fronte di alcuni momenti di attesa in cui necessariamente veniamo messi al corrente di quanto succede (e come detto, anche di quanto è successo in passato, con alcuni flash back e altre info), cominciamo con lo scorrere delle pagine anche a essere effettivamente immersi in questa nuova realtà, che pur con un unico punto di vista, ci appare sempre più chiara (nel senso che è chiara la difficoltà delle scelte a cui è messo di fronte).

La battaglia che Chandler dovrà vivere non è solo quella dentro di lui, tra la fedeltà ai suoi ideali e le speranze per il futuro, ma anche una vera e propria lotta globale tra chi vorrebbe cambiare lo stato delle cose e chi invece ambisce a mantenere il suo ruolo di privilegio. Ma anche tra il bene e il male, che come sempre hanno confini quanto mai poco nitidi e confusi tanto da rendere complicato sapere davvero se si è nella parte giusta. E se anche solo esiste una parte giusta.

Quindi sì, questo racconto non è uno di quelli che mi ha entusiasmato fin da subito. Eppure finita l’ultima pagina sono qua a chiedermi quando, ora che mi sono calato in pieno in questo nuovo mondo, potrò leggere ancora di Chandler. E questo direi che è un ottimo segnale.

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