Recensione La Classe di Christina Dalcher

Nell’affrontare questa recensione di La Classe di Christina Dalcher, mi sono subito reso conto che è necessario prima di tutto fare una sorta di premessa, perchè ci sono di fatto due modi (e due mondi) diversi per raccontare un libro come questo.

Recensione di La Classe di Christina Dalcher: una premessa

Si discute spesso di definizioni di genere in campo letterario, soprattutto in ambito fantascientifico dove tra contaminazioni, sottogeneri e confini spesso difficili da identificare, c’è grande confusione in merito.

Quando parliamo di Young Adult, per esempio, in molti sono subito portati a identificarlo come qualcosa di estremamente banale che coinvolge qualche ragazzino/a, molto spesso in ambito distopico o apocalittico.

Ora, che questa semplificazione sia non solo profondamente superficiale, ma anche totalmente errata il più delle volte, è abbastanza scontato per me. Ma c’è un punto su cui vorrei soffermarmi. Più che sull’età dei personaggi o altro infatti, tendo a identificare il genere Young Adult per uno “stile” di narrazione, che spiega in qualche modo anche il target a cui il romanzo è riferito.

Perchè vi dico questo? Perchè in realtà malgrado il titoloLA CLASSE non sarebbe un vero e proprio romanzo Young Adult. Non è giovane la maestra protagonista, non c’è un racconto di formazione classico e ci sono se è per questo argomenti anche molto profondi e attuali.

Resta però un fatto, che mi riporta a questa premessa: questo libro NON è fatto per il lettore forte (di fantascienza), soprattutto se legato ai grandi classici del passato. Sono abbastanza sicuro troverebbe il tutto abbastanza banalotto e scontato, sia nella trama, sia nello stile (e anche nelle tematiche).

Viceversa, è uno di quei libri che affrontato da un lettore giovane o poco abituato con argomenti del genere, possa trovare in esso spunti utili e interessanti, nonchè appassionarsi alla storia e ai vari personaggi. La mia recensione quindi sarà un compendio tra questi due approcci, che del resto è anche la via di mezzo che spesso scelgo per le mie letture ed i miei scritti.

Di cosa parla il libro

la classeVeniamo quindi alla trama di questo “La Classe”. Il romanzo racconta di un futuro nemmeno troppo lontano dove l’intero sistema sociale è costruito in base a un “Fattore Q” che viene assegnato ad ognuno in base a diversi parametri (familiari, lavorativi, personali e sociali).

L’idea di fondo è che vi debba essere una vera e propria meritocrazia per stabilire le possibilità di ogni cittadino e la sua stessa condizione sociale. Ma come viene facile immaginare, tutto questo si trasforma presto in una società distopica in cui tutti sono soggetti al controllo totale e dove chi sbaglia (a giudizio però degli stessi controllori) viene prontamente declassato.

Anche la scuola funziona parimenti, con gli studenti divisi in varie scuole a seconda del proprio livello Q: i più meritevoli vanno nelle prestigiose scuole argento, quelli normali in quelle verdi e chi invece non raggiunge un punteggio sufficiente viene portato in quelle gialle.

Queste ultime si trovano però in luoghi sempre più lontani e dove quasi mai si fa ritorno. Una strada a senso unico verso il basso, che coinvolge anche un’insegnante di alto livello, che decide di abbassare il suo Q per essere spostata proprio in una di queste scuole gialle e raggiungere così la figlia che era stata portata lì poco prima dopo aver fallito un esame.

E giunta a destinazione scoprirà quanto sia profondo il baratro di umanità in cui sono scivolati tutti.

Recensione La Classe di Christina Dalcher: la lettura

Quando lessi il primo libro della Dalcher, “Vox“, avevo grandi aspettative (se vuoi leggere c’è la recensione di Vox). Mi piaceva molto come era stato proposto e il tema molto profondo che affrontava (in quel caso, la situazione delle donne in una società totalmente maschile). Ma si sa alla fine è la lettura che conta, e ammetto che non rimasi particolarmente soddisfatto.

Più o meno è la stessa sensazione che ho provato questa volta, per gli stessi identici motivi peraltro.

Il pregio di questo libro è che è molto scorrevole. Il più grande difetto invece, è che è molto scorrevole. Perdonate questo gioco di parole, ma era per spiegare qualcosa che viene difficile. Quello che voglio dire è che il tema è importante, le premesse per approfondire ci sono tutte, ma poi resta tutto lì, sulla superficie.

Attenzione però, torniamo alla premessa: parlo come il vecchio che ha già visto e sentito tutto. E di queste storie se ne sono in effetti già lette a bizzeffe. Raccontate anche in modo migliore se è per questo.

Qua resta il modo in cui sono proposte. Che è appena scalfito per chi ha già scavato in profondità, ma forse persino troppo spigoloso per chi invece non ha ancora calli sulle mani.

E la Dalcher sembra giocarci con questa consapevolezza, restando appunto in quell’equilibrio di chi sta raccontando una bella storia a un pubblico particolare, consapevole che qualcuno l’ha già sentita. Ma felice di poter vedere alcune bocche spalancarsi comunque.

L’impressione è che questo effetto sia voluto, che il surfare sull’onda senza buttarsi mai nelle acque fonde sia esattamente l’equilibrismo che voleva.

Il libro quindi è “carino“. Lo stile è “scorrevole“. La storia è “piacevole“. I personaggi sono “stilizzati“. Sono costretto lasciare a voi però il giudicare quanto tutto questo possa bastare per meritare una lettura.

Valutazione finale

  • Giudizio complessivo           🚀🚀 (2/5)
  • Stile di scrittura                    🚀 🚀 (2/5)
  • Facilità di lettura                  🚀🚀🚀🚀 (4/5)
  • Personaggi                             🚀🚀 (2/5)
  • Storia                                      🚀🚀 (2/5)

recensione la classe di christina dalcher

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