I migliori film del Trieste Science Fiction Festival 2020

In tempi di cinema chiusi e di lock down sparsi, c’è chi ha cercato di portare direttamente in casa le future novità in campo di Film di Fantascienza. Ecco perchè questa edizione tutta “virtuale” del Trieste Science Fiction Festival 2020 non è solo un modo per osservare le tendenze dei nuovi autori o quello che ci aspetta presto (si spera) in sala, ma anche un modo di affrontare in modo costruttivo anche la crisi pandemica che sta coinvolgendo il settore.

Da appassionato di cinema e di Fantascienza, da tempo aspettavo l’occasione per potermi gustare questo Festival che negli anni ha saputo conquistare uno spazio e un prestigio sempre più autorevole nel campo del cinema di settore. Ironia della sorte il momento è arrivato proprio in questa particolare edizione, dove tutte le proiezioni sono avvenute in streaming, gustando le novità cinematografiche direttamente dal salotto di casa.

L’edizione online del Trieste Science Fiction Festival 2020

Certo il coinvolgimento del ritrovo dal vivo era diverso, ma io ribadisco come questa possibilità virtuale sia a tutti gli effetti qualcosa che andrebbe tenuto in seria considerazione anche per eventi futuri, a prescindere dalla speranza che sia una scelta libera e non un obbligo di emergenza pandemica. Perchè il mondo sta cambiando, e non è solo con i film che si può immaginare un futuro prossimo, ma anche con scelte mirate a navigare nuovi mari, a prendere nuove strade. Come questa dello streaming, peraltro di ottima qualità e con un interfaccia davvero molto azzeccata grazie anche alla collaborazione con Mymovies con cui si è creato un portale perfetto per seguire tutte le proiezioni.

Il costo era veramente irrisorio (meno di 10 euro per vedere TUTTE le proiezioni), anche se forse l’unico consiglio potrebbe essere quello di allungare un attimo il tempo per usufruire delle proiezioni. In ogni caso, giudizio estremamente positivo, soprattutto sulla qualità delle opere, con tanti film di notevole spessore arrivati da diverse parti del mondo. Tranne, purtroppo, l’Italia, che ha offerto qualcosa di davvero interessante soltanto nei cortometraggi.

Tante si diceva le proiezioni in programma, eccone i miei personalissimi giudizi in merito, giusto per appuntare qualche titolo che, per chi se lo fosse perso, è assolutamente da recuperare non appena sarà disponibile.

Trieste Science+Fiction Festival: i film da non perdere

Ci sono stati almeno tre film che mi sono rimasti particolarmente impressi in questo Festival. Il primo in assoluto è stato “MORTAL” (in originale “Torden”), una pellicola norvegese del regista André Øvredal, che ripropone il mito di Thor in chiave estremamente moderna e soprattutto, umana.

“Braccato dalle autorità norvegesi e americane, Eric scopre di avere poteri simili a quelli delle divinità della mitologia norvegese.”

trieste science fiction festival 2020

Decisamente diverso dall’epopea in stila Marvel a cui siamo (per fortuna o purtroppo) abituati, in questo caso seguiamo invece il viaggio di un inconsapevole uomo alla prese con poteri che non conosce e non riesce minimamente a gestire, in un’evolversi di coscienza che coronerà in definitiva consapevolezza. Effetti speciali convincenti, trama molto ben calibrata. Potrebbe davvero aprirsi un universo nuovo da raccontare.

Altra opera notevole arriva invece dalla madre Russia, che certo sta sfornando un filone SciFi sempre di alta qualità da diversi anni a questa parte. “SPUTNIK“, del regista Egor Abramenko, è anche il film vincitore del Festival, direi anche meritatamente (Mortal del resto era fuori concorso).

“La navetta Orbit-4 precipita sulla Terra. Tra i membri dell’equipaggio c’è un solo sopravvissuto che deve essere tenuto in strettissima osservazione.”

Ci sono un po’ tutti i crismi del cinema sovietico: un forte richiamo alle gerarchie presenti negli anni ottanta, la figura epica dell’eroe militare, degli ottimi effetti speciali che rendono credibile il contesto, la capacità di tenere sempre alta la tensione nei momenti cruciali. Insomma un gran bel film che pur con qualche “faciloneria” di sceneggiatura, fa bene il suo lavoro.

Il terzo titolo che mi è piaciuto di più invece, arriva dagli USA ma è ben lontano dagli action movie da blockbuster. “LAPSIS“, di Noah Hutton, è invece un piccolo gioiello di rappresentazione, capace di mostrare i difetti della “big economy” in maniera decisamente pratica.

“In un presente parallelo, la lotta di classe al tempo della gig economy. Ray dovrà scegliere se aiutare i suoi colleghi o fare i soldi e filarsela.”

C’è un coinvolgimento profondo con il protagonista, che ci porta pian piano a conoscere sempre più da vicino quello che è le grandi corporazioni portano a fare per riuscire a vivere e a sopravvivere. Bella anche l’idea di spostare la rappresentazione in un ambiente bucolico e naturale, distante dai luoghi comuni in cui siamo abituati a vedere l’economia virtuale, ma non per questo meno potente come messaggio. Anzi.

Le altre (belle) opere del Festival

Tante comunque le proiezioni (gli streaming per essere precisi) molto interessanti durante il festival. Incredibile per esempio vedere cosa è riuscito a fare Marc Price con un budget ridottissimo nel suo “DUNE DRIFTER”, una space opera con forti richiami classici ma davvero ben riuscita (e ben diretta).

dune drifter

Discorso simile per l’australiano “2067“, di Seth Larney, che riesce a mettere in scena una storia con tanto di viaggi nel tempo e apocalisse umana compresa. Bello l’intreccio di sceneggiatura, con qualche escamotage ben riuscito per far quadrare il tutto. Due film che lasciano anche un forte coinvolgimento emotivo.

Decisamente più “disturbanti” invece dal punto di vista mentale, altre due opere estremamente avvincenti: “MEANDER” (del francese Mathieu Turi) e “COME TRUE” (del canadese Anthony Scott Burns). Il primo è un claustrofobico viaggio della protagonista che si risveglia in una sorta di cunicolo zeppo di trappole mortali, dovendo affrontare tutte le sue paure senza comprendere nemmeno il perchè fosse lì dentro nè chi l’avesse portata (il pensiero va ai vari “The Cube”, ma credetemi, qua le cose sono molto diverse).

Il secondo invece è un incubo totale, dove realtà e mondo onirico si fondono insieme fino a svelare una verità che è decisamente diversa da come si immaginava. Bravissima la protagonista e davvero da brividi la tensione che si respira per tutto il corso del film.

E a proposito di inquietudine, non è da meno “THE TROUBLE WITH BEING BORN”, film austriaco di Sandra Wollner che ci porta invece in un rapporto molto particolare tra una giovanissima androide e il suo “padre” e creatore. Poetico ma anche morboso, la fantascienza qua è più che altro una scusa per approfondire tematiche e domande molto più generali.

Poi ancora tanta Russia, con “COMA” (di Nikita Argunov) e “THE BLACKOUT” (di Egor Baranov), il primo con l’ambizione di avvicinarsi a un “Inception” in stile Nolan (ambizione forse eccessiva, per quello che è comunque un ottimo film), mentre il secondo è una visione molto interessante su una possibile fine del mondo, con un finale decisamente a sorpresa che vale la pena guardare.

Menzione obbligatoria anche per “PENINSULA“, di Yeon Sang-ho, ovvero il seguito dello splendido “Train to Busan”, che conferma il buona vena dei registi coreani diventati ormai autori capaci di giostrarsi al meglio in ogni genere, in particolare proprio quelli a tinte horror-scifi. Forse non all’altezza del primo capitolo, ma comunque ottima pellicola anche in questo caso.

E sempre in campo sud coreano, tanti apprezzamenti anche per la serie presentata in anteprima “SF8“: otto episodi in stile antologico (ognuno diretto da un regista diverso) che hanno mostrato diversi aspetti della tecnologia, del mondo futuro, di una possibile apocalisse. Stili diversi a seconda della mano, per cui alcuni episodi sono decisamente meglio di altri, ma tutti comunque con qualche spunto utile e interessante da osservare. Ammetto la mia totale ammirazione per i coreani, che quasi sempre riescono a fondere alcuni eccessi (di recitazione o di ironia) con storie sempre profonde e mai banali.

La mia “personalissima” classifica del Festival

Da semplice fruitore più che da critico, giusto per fornire ulteriore elemento di discussione sul gruppo di Fantascienza Oggi, ecco la mia personalissima graduatoria dei film che ho visto durante il festival.

MORTAL 8
SPUTNIK 8
LAPSIS 7,5
THE TROUBLE WITH BEING BORN 7
COMA 7
PENINSULA 7
COME TRUE 7
DUNE DRIFTER 7
THE BLACKOUT 6,5
2067 6,5
MEANDER 6,5
RELIC 6
JUMBO 5,5
POST MORTEM 5,5
INMORTAL 5
BOYS FROM COUNTRY HELL 5
BENNY LOVES YOU 5
COME IN CIELO COSì IN TERRA 4
YUMMY 4
ALONE 4

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