Fantascienza Ucronia – Consigli di lettura moderni

Fantascienza e Ucronia, un abbinamento che molto spesso ha portato sviluppi incredibili nelle trame di alcuni romanzi. Partendo da classico “What if” (“Cosa accadrebbe se…”) ecco che possono nascere nuovi futuri anche semplicemente cambiando una delle tante variabili in gioco. Perchè l’Ucronia questo è, un mondo che si è sviluppando diversamente dal nostro partendo da un fatto del passato che ha preso una strada differente.

In pratica si parte da una storia comune che conosciamo anche nel nostro universo, per poi però prendere una direzione differente nel momento in cui qualcosa è cambiato. Ci sono tanti esempi nel passato di autori che si sono cimentati con la Fantascienza Ucronia, persino prima ancora che ne venisse coniata una definizione precisa.

Immaginare come sarebbe andata se le cose fossero andate diversamente del resto, fa parte dell’immaginario dell’uomo praticamente da sempre. Ma come per gli altri articoli della serie, i nostri consigli non vogliono parlare solo dei grandi classici che hanno reso noto il genere, quanto di quelle opere uscite nell’ultima decade che potrebbero essere utili come consigli di lettura per chi volesse avvicinarsi all’argomento partendo da stili più moderni.

Fantascienza e Ucronia: i grandi classici del passato

Come sempre però, un piccolissimo passo indietro è quasi d’obbligo, giusto per citare alcune opere che prima o poi dovrebbero entrare nella libreria per gli amanti del genere.

Ogni epoca in pratica ha la sua ucronia. Nell’ottocento ovviamente il tema portante era cosa sarebbe successo se Napoleone avesse vinto la guerra (vedi Charles Renouvier, ma anche George Trevelyan diverso tempo tempo), mentre a raccontarci una storia su cosa sarebbe successo se Lee non avesse vinto la battaglia di Gettysburg è addirittura Winston Churchill.

Poi però arrivarono le guerre mondiali, che certo influirono proprio su questo genere, in particolare con la seconda, e la possibilità che la Germania potesse in qualche modo vincerla. “La Svastica sul sole” (“The man in the high castle”, da cui è stata fatta anche una trasposizione in serie tv recentemente) di Philip K. Dick è per molti versi un vero caposaldo del genere.

Di fantascienza ucronica si occuparono anche mostri sacri come Vladimir Nabokov (“Ada o Ardore”), oltre a Spinrad (“Il signore della svastica”) e Josè Saramago (“Storia dell’assedio di Lisbona”). Fino ai più recenti Robert Harris (“Fatherland”) o proprio a inizio anni duemila Kim Stanley Robison (“Gli anni del riso e del sale”) e soprattutto Philip Roth con il suo “Il complotto contro l’America” (anche in questo caso passato poi in tv come serie).

Ancora più recenti, “Il sindacato dei poliziotti Yiddish” di Michael Chabon (Premio Hugo nel 2008), ma anche “IQ84” di Murakami, fino ad arrivare all’ultima decade di Fantascienza Ucronia.

Le Ucronie di Fantascienza dell’ultima decade: consigli di lettura

Gli ultimi giorni della nuova Parigi di China Mieville (Fanucci – 2020)

fantascienza ucroniaLa penna di China Mieville è qualcosa si estremamente particolare nel panorama non solo della fantascienza ma della letteratura tutta. Ecco perchè partiamo con i consigli da questo suo “Gli ultimi giorni della nuova Parigi”, che forse è ucronia altrettanto particolare ma certo lettura imperdibile. Le basi sono sempre le stesse del genere, dove il “cosa sarebbe successo se…” si riferisce allo scontro tra nazisti e surrealisti avvenuto a inizio anni ’40 in quel di Parigi. Uno scontro che nella realtà ha portato i surrealisti (quelli rimasti, se non altro) a imbracciare i fucili (e le penne) e combattere nella resistenza contro l’invasione tedesca.

In questa fantastica visione di Mieville invece, che per la verità spazia anche nel campo del sovrannaturale e del fantastico, all’arrivo dei nazisti a Parigi, i surrealisti rispondono con l’invenzione di una terribile bomba che porterà alla materializzazione di tutti quei mostri creati nella mente dei surrealisti e che diverranno arma per combattere gli invasori tra le strade della città.

Una Parigi quindi visionaria, mistica, surreale, dove mostri dalle sembianze strane (i Manifs) prendono vita accompagnandoci nella storia che a tratti è puro incubo, in altri fantastica allucinazione. Un fusione di mondi e di generi, dal weird al fantasy, fino appunto all’ucronia, di una guerra che non è mai avvenuta ma che cambierà per sempre le sorti di Parigi, e non solo.

Civilizzazioni di Laurent Binet (La nave di Teseo – 2020)

fantascienza ucroniaNon ci sono dubbi che uno degli avvenimenti che più ha cambiato la storia dell’uomo, sia stata la scoperta dell’America. Cristoforo Colombo ha infatti dato il via a una serie interminabile di eventi che hanno indirizzato il genere umano tutto verso il mondo come lo conosciamo oggi. La domanda e la congettura da cui è partito l’autore francese Laurent Binet è quindi la seguente: “E se invece fossero stati gli Inca a venire in Europa?“.

Nel mondo ucronico di Binet infatti, Colombo non scopre il nuovo mondo (anzi, viene arrestato a Cuba) e qualche decennio più tardi (nel 1531), sono invece gli Inca guidati da Atahualpa a sbarcare in Germania, proprio poco dopo la “guerra dei contadini”.

E’, o meglio sarebbe, l’Europa dell’inquisizione e della riforma luterana, ma è anche il periodo che pone le basi del futuro capitalismo. Un momento storico perfetto perchè proprio una cultura quasi “pre-socialista” come quella Inca (fortemente distributiva e molto centralizzata) attecchisca bene nelle classi più disagiate del vecchio continente.

Da “conquistadores” a conquistati quindi, con tutti gli sviluppi del caso. Anche se non è detto che una strada così diversa, porti poi a un futuro altrettanto differente.

Pashazade di Jon Courtenay Grimwood (Zona42 – 2014)

fantascienza ucroniaSpunto totalmente diverso quello che ci propone Jon Courtenay Grimwood che con il suo Pashazade ha dato il via a quella che è la trilogia del “Arabesco”. Uscito in realtà a inizio anni duemila, finalista tra gli altri anche al premio Clarke, in Italia è arrivata solo nel 2014 grazie all’intuizione di Zona42 e alla traduzione di Chiara Reali.

Buon per noi perchè l’incipit della storia appare decisamente interessante: le due guerre mondiali non sono mai avvenute e l’impero ottomano non si è mai disgregato. Questo ovviamente ha portato a tutta una serie di sviluppi, soprattutto per quanto riguardi gli equilibri in medio oriente e le sue influenze sulla geo-politica mondiale.

I romanzi però non si occupano direttamente di questi sviluppi e trasformazioni, se non per descriverci lo sfondo su cui si muovono le vicende del protagonista, Ashraf. Un racconto a tratti noir, in altri thriller, dove le problematiche criminali e sociali non sono purtroppo molto dissimili dalle nostre e la fantascienza è relegata a qualche tecnologia e ovviamente al contesto politico globale. Ma forse il suo punto di forza è proprio riuscire a rendere tutto piuttosto plausibile, in una realtà alternativa ma altrettanto forte e potente.

La fantascienza e ucronia italiana

La fantascienza ucronica sembra davvero essere una della grandi passioni degli autori italiani di genere. Non solo abbiamo da sempre tante opere a riguardo, ma anche di ottima qualità.

Il 9 Maggio di Pierfrancesco Prosperi (2019)

Non possiamo che cominciare da Pierfrancesco Prosperi, che nella sua florida bibliografia vanta innumerevoli opere ucroniche, tanto che non è un’esagerazione definirlo un vero e proprio maestro del genere. Ricordiamo per esempio “Garibaldi a Gettysburg” (Editrice Nord, 1993) che ha avuto anche un seguito più recente, “Ritorno a Gettysburg(Urania Mondadori, 2020), dove l’autore immagina un possibile mondo alternativo scaturito proprio dalla presenza dell’Eroe dei due mondi durante la battaglia di secessione americana (con esiti ovviamente opposti).

In “Bandiera bianca su San Pietro” (Watson Edizioni, 2018), Prosperi crea invece uno scenario alternativo dove non c’è mai stata la presa di Porta Pia e la capitale d’Italia è quindi diventata Firenze. E poi appunto questo “Il 9 Maggio” (Homo Scrivens editore), che ci racconta invece cosa sarebbe successo se Hitler fosse stato ucciso a Firenze nel 1938 durante l’incontro con Mussolini.

Il consiglio in questo caso però, è quello di allargare a tutta la produzione dell’autore che come detto, in campo ucronico ha spaziato davvero in tantissimi scenari interessanti.

Furland di Tullio Avoledo (2018)

fantascienza ucroniaNon da meno è il romanzo di Tullio Avoledo, autore apprezzato in campo nazionale e vincitore di diversi premi importanti. La fantascienza è spesso nelle sue corde, anche se utilizzata molte volte come sfondo per storie più personali o tematiche profonde (filosofiche e sociali).

Ha attraversato diversi argomenti a tema, dall’apocalittico (“La ragazza del Vajont” o “Le radici del cielo“) ai viaggi nel tempo (come in “L’anno dei dodici inverni“). Ma certamente uno dei suoi libri più riusciti è proprio questa ucronia dai contorni un po’ particolari però. Perchè di fatto stiamo parlando di un qualcosa che avviene nel futuro, in un 2035 dove il friuli è diventato un’immenso parco giochi storico dove ogni città rivive una particolare società del passato: dai nazisti in terra di Carnia agli asburgici di Trieste, passando per villaggi celtici o cosacchi.

Ma questa realtà/finzione del futuro, ha origini anche nel passato, dove si è formata la storia che conduce a questo presente. Un romanzo talmente fuori dagli schemi da rendere difficile anche una sua collocazione in effetti. Ma poco importa, se poi il contenuto è così di alto livello.

Ubermensch di Davide del Popolo Riolo (2019)

Ed è un’ucronia molto particolare anche quella immaginata da Davide del Popolo Riolo nel suo “Ubermensch” (Delos Digital). Stiamo parlando di una realtà dove in effetti i nazisti hanno vinto (dominato) la seconda guerra mondiale, cambiando quindi totalmente la geografia politica mondiale (Italia compresa ovviamente).

Ma il motivo per cui la Germania ha avuto la meglio è tutt’altro che terrestre. Si tratta infatti di un’ucronia che non arriva da un mondo reale, ma da un altro ancora più fantastico, quello dove Superman esiste. Il “problema” in questo caso è che invece di atterrare nei pressi della cittadina di Smallville nel Kansas, finisce proprio in terra di Germania, con tutte le conseguenze del caso.

Un ariano perfetto, con tutti i poteri del super uomo. Niente di peggio per le sorti del mondo intero. Eppure nemmeno in questa realtà alternativa fantastica le cose sono così facili per i super eroi. Nè tanto meno per chi cerca di combatterli. E il romanzo di Del Popolo ci porterà proprio a conoscere tutti questi aspetti, con diversi punti di vista e personaggi storici che si incastrano perfettamente in questa nuova realtà. Anche se con compiti e caratteristiche molto diverse.

L’inattesa piega degli eventi di Enrico Brizzi (2008)

C’è poi una sorta di trilogia scritta da Enrico Brizzi, che prende il via con questo “L’inattesa piega degli eventi” pubblicato da Baldini e Castoldi nel 2008, ma che avrà poi altri due seguiti: un prequel, “La nostra guerra” (2009) e una storia nel mezzo dei due eventi, “Lorenzo Pellegrini e le donne” (2012).

L’idea di base è una classica ucronia: cosa sarebbe successo se Mussolini non si fosse schierato al fianco della Germania nazista nella seconda guerra mondiale? Il primo romanzo, ambientato nel 1960, parte proprio da un Duce ancora capo di uno Stato che ha anche alcune province allargate, tra Libia, Albania, Corsica, Malta e qualche paese dell’Africa Orientale.

In questo contesto, ci racconta da una parte le vicende del protagonista, Lorenzo Pellegrini (che sarà poi al centro anche del terzo romanzo), ma dall’altra ci porta anche a passeggio per la storia (alternativa) d’Italia dal 1930 e fino agli anni sessanta, tramite veri e propri (si fa per dire) stralci di giornale, documentazioni storiche e estratti da alcuni saggi dedicati.

 

Fantascienza Viaggi nel Tempo: consigli di lettura moderni

Marzo 25, 2021

Fantascienza Climate Fiction: consigli di lettura

Marzo 25, 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *